Ieri, il parlamento ha eseguito l'ordine impartitogli dall'alto, da una istituzione, l'unica, al riparo dal giudizio democratico, che ha ordinato il processo ad un ministro.
Tanti applausi. bene. contenti loro.
Io invece sono non perplesso, ma impaurito. Si è creato un precedente ignobile, che, chi lo ha votato non se ne è reso conto, può voler dire la fine sella democrazia parlamentare e l'inizio della dittatura giudiziaria oltretutto di parte. Non importa che parte. Oggi di qua, domani di la.
Proviamo a esporre brevemente i fatti. Ci sono le elezioni. Si presentano partiti con programmi elettorali. Si forma una maggioranza,la maggioranza esegue il programma elettorale.Il potere giudiziario vuole processare l'esecuzione del programma.
Io sarei molto d'accordo a processare subito chi invece ha svolto un programma mai presentato in campagna elettorale e chiunque lo ha sostenuto. Lo abbiamo avuto nel 2011. Si è svolto un programma che nessuna parte politica ha mai presentato in campagna elettorale. Li il sistema giudiziario doveva intervenire, tanto più, che con quella manovra si sono messi sulla strada milioni di italiani.
Il gusto di mandare la gente a processo è vomitevole. Mi stanno facendo diventare vomitevole. Ma è solo un momento.
A differenza di chi democratico lo ha anche nel nome del partito, io lo sono davvero. e spero che questo virus della democrazia venga presto disinnescato. la storia dovrebbe averci insegnato (anche quella antica) che dare in mano il governo del paese al potere giudiziario è l'anticamera della guerra civile.Sempre.