Le regole servono appunto a regolare la ns vita e dovrebbero servire per una civile convivenza.
Ad esempio il divieto di fumo nei ristoranti serve a tutelare i non fumatori, ed io, da fumatore, la condivido.Ci sono pero' regole la quale utilita', onestamente, mi sfugge. Ieri sera sono andato in un locale con veranda a Brisbane.Una specie di pub dove e' anche possibile consumare pasti. Non avendo cenato, decido di prende una birra e una cotoletta.Ordino la cotoletta al banco, e prendo la birra, e quindi mi siedo nel tavolo in veranda. Quando la cameriera mi porta la cotoletta, mi dice che dalle 8,30 in avanti non e' possibile consumare pasti all'aperto, e nella fattispecie in veranda. Mi basta pero' spostarmi di 60 cm al tavolo vicino, coperto da un soffitto, invece che dalla veranda, per essere in regola. Oltretutto i due tavoli non sono divisi da pareti, in quanto la vetrata e' completamente aperta.
Onestamente mi sfugge completamente l'utilita' sociale di questa regola, anche se, come detto, ho dovuto seguirla.
Pensieri in libertà di un libero (forse) cittadino.Fantapolitica, a volte, più reale del Re e altri pensieri.
giovedì 20 ottobre 2011
sabato 8 ottobre 2011
Non sappiamo più sognare il futuro. Il passato ci sta fregando.
Noi, e mi ci metto anche io per primo, non sappiamo più rischiare, e avere una visione sul futuro.
Abbiamo paura di tutto ciò che è una novità e questo ci sta facendo pagare, sia singolarmente che come comunità, un grosso costo in termini di competitività.
Dalla cosa più piccola, alla più grande, per noi il nuovo è un tabù. No a nuove strade, no a nuove ferrovie, no a nuovi monumenti, no a nuove avventure economiche, perchè tutte queste cose vanno a destabilizzare il ns status quo.
Le idee più visionarie vengono cassate immediatamente da politici e amministratori di pubblico e privato, perchè spesso questi amministratori non conoscono altra realtà che il loro orticello, con la loro poltroncina, sia essa di amministratore di cosa pubblica che di direttore di azienda privata o, ancor peggio di banche.
Ma basterebbe che questi soloni si facessero due passi fuori dal loro orticello, magari senza usare auto blu o voli di stato, ma vivendo insieme alla gente, condividendo con loro i problemi di tutti i giorni, vedendo e visitando altre realtà, non negli alberghi di lusso nei quartieri di lusso, ma per la strada. Ci si accorgerebbe che i bisogni della gente non sono quelli che loro credono , e quando dico loro, intendo sia chi ci governa, che chi sta alle opposizioni tutte, ma sono cose ben più semplici, e che ci sono veri e propri genii che ogni giorno "inventano" una soluzione per provare a risolvere questi problemi. Questi sono i visionari, i veri innovatori.Coloro che dicono "fino ad oggi ho fatto così, ma le cose non sono andate bene, e quindi è ora di cambiare". Nulla invece cambia nelle amministrazioni di pubblico e privato, o meglio, ci si accorge dei cambiamenti con anni di ritardo, quando ormai non si può più governare il cambiamento, ma si è governati da esso che ci prende in contropiede quando ormai anche questo cambiamento non è più l'ultimo, perche nei 5 anni tanti altri ne sono capitati.
Ricordo quando, tornai circa 10-11 anni fa da un viaggio di lavoro, e dissi al titolare di una azienda che rappresentavo, che le aziende cinesi si erano fatte molto aggressive in termini di prodotto e di prezzo. Lui mi rispose che questa era una delle solite scuse di noi agenti che le cerchiamo quando vendiamo poco. Forse è pure vero che cerchiamo scuse, ma quella era una disamina circostanziata, e presa allora sotto gamba. Sono ormai 5-6 anni che le vendite di questi prodotti cinesi in questo particolare mercato molto vicino alla Cina,stanno aumentando del 100% annuo, mentre noi, poveracci in 10 anni abbiamo perso l'80% in termini di quantità ed il 90% in termini di penetrazione del mercato.
Vorrei più sognatori e meno tecnici del 2+2 = 4.
nppo
Abbiamo paura di tutto ciò che è una novità e questo ci sta facendo pagare, sia singolarmente che come comunità, un grosso costo in termini di competitività.
Dalla cosa più piccola, alla più grande, per noi il nuovo è un tabù. No a nuove strade, no a nuove ferrovie, no a nuovi monumenti, no a nuove avventure economiche, perchè tutte queste cose vanno a destabilizzare il ns status quo.
Le idee più visionarie vengono cassate immediatamente da politici e amministratori di pubblico e privato, perchè spesso questi amministratori non conoscono altra realtà che il loro orticello, con la loro poltroncina, sia essa di amministratore di cosa pubblica che di direttore di azienda privata o, ancor peggio di banche.
Ma basterebbe che questi soloni si facessero due passi fuori dal loro orticello, magari senza usare auto blu o voli di stato, ma vivendo insieme alla gente, condividendo con loro i problemi di tutti i giorni, vedendo e visitando altre realtà, non negli alberghi di lusso nei quartieri di lusso, ma per la strada. Ci si accorgerebbe che i bisogni della gente non sono quelli che loro credono , e quando dico loro, intendo sia chi ci governa, che chi sta alle opposizioni tutte, ma sono cose ben più semplici, e che ci sono veri e propri genii che ogni giorno "inventano" una soluzione per provare a risolvere questi problemi. Questi sono i visionari, i veri innovatori.Coloro che dicono "fino ad oggi ho fatto così, ma le cose non sono andate bene, e quindi è ora di cambiare". Nulla invece cambia nelle amministrazioni di pubblico e privato, o meglio, ci si accorge dei cambiamenti con anni di ritardo, quando ormai non si può più governare il cambiamento, ma si è governati da esso che ci prende in contropiede quando ormai anche questo cambiamento non è più l'ultimo, perche nei 5 anni tanti altri ne sono capitati.
Ricordo quando, tornai circa 10-11 anni fa da un viaggio di lavoro, e dissi al titolare di una azienda che rappresentavo, che le aziende cinesi si erano fatte molto aggressive in termini di prodotto e di prezzo. Lui mi rispose che questa era una delle solite scuse di noi agenti che le cerchiamo quando vendiamo poco. Forse è pure vero che cerchiamo scuse, ma quella era una disamina circostanziata, e presa allora sotto gamba. Sono ormai 5-6 anni che le vendite di questi prodotti cinesi in questo particolare mercato molto vicino alla Cina,stanno aumentando del 100% annuo, mentre noi, poveracci in 10 anni abbiamo perso l'80% in termini di quantità ed il 90% in termini di penetrazione del mercato.
Vorrei più sognatori e meno tecnici del 2+2 = 4.
nppo
mercoledì 5 ottobre 2011
La fine dell'immortalità.
Era marzo, il 17 credo,al pomeriggio c'era stata la Milano-Sanremo che allora si correva il giorno di San Giuseppe , aveva vinto Moser, era il 1984. Manca poco al termine della partita. Io sono in porta e l'Israeliano del sanremo viene in contropiede. Io come al solito esco a croce.Non ricordo se abbia o meno segnato, quello che ricordo è un "crac" al ginocchio destro. mi sembra che innaturalmente si sia piegato di lato invece che avanti o indietro. Poi un dolore acuto, e il ginocchio inizia a gonfiarsi.
Ecco, sono riuscito a datare il momento in cui ho smesso di sentirmi "immortale".
Fino ad allora, saltavo, mi arrampicavo, facevo cose che ora mi danno i brividi dalla paura, me ecco, che la natura mi diceva che anche io, come i miliardi prima e i miliardi dopo, ero umano.
Dopo quella volta sono state tante le volte in cui la mia sicurezza è stata ri-tarata. Ancora oggi mi capita. Sono gli avvisi che il nostro corpo ci dà per dirci che fino ad ora siamo riusciti, mentre da ora in avanti, se vogliamo stare bene, dobbiamo limitarci.
Devo essere sincero. all'inizio mi ha un poco destabilizzato il rendermi conto che "non ero più capace", ma poi ho capito, che era meglio che non fossi più capace.Ho finalmente capito che il mondo non è li per me da usare come meglio credo.
Sono anche stato fortunato, perchè fino ad ora, questi avvisi li ho presi molto bene, e sono riuscito a riadattare le mie abitudini alla mia età, che non è decrepita, si badi bene, ma che ha i suoi tempi e modi che sono diversi da quelli che avevo quando ero ventenne.
E sono sempre in attesa del prossimo avviso.
Ecco, sono riuscito a datare il momento in cui ho smesso di sentirmi "immortale".
Fino ad allora, saltavo, mi arrampicavo, facevo cose che ora mi danno i brividi dalla paura, me ecco, che la natura mi diceva che anche io, come i miliardi prima e i miliardi dopo, ero umano.
Dopo quella volta sono state tante le volte in cui la mia sicurezza è stata ri-tarata. Ancora oggi mi capita. Sono gli avvisi che il nostro corpo ci dà per dirci che fino ad ora siamo riusciti, mentre da ora in avanti, se vogliamo stare bene, dobbiamo limitarci.
Devo essere sincero. all'inizio mi ha un poco destabilizzato il rendermi conto che "non ero più capace", ma poi ho capito, che era meglio che non fossi più capace.Ho finalmente capito che il mondo non è li per me da usare come meglio credo.
Sono anche stato fortunato, perchè fino ad ora, questi avvisi li ho presi molto bene, e sono riuscito a riadattare le mie abitudini alla mia età, che non è decrepita, si badi bene, ma che ha i suoi tempi e modi che sono diversi da quelli che avevo quando ero ventenne.
E sono sempre in attesa del prossimo avviso.
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