sabato 8 ottobre 2011

Non sappiamo più sognare il futuro. Il passato ci sta fregando.

Noi, e mi ci metto anche io per primo, non sappiamo più rischiare, e avere una visione sul futuro.
Abbiamo paura di tutto ciò che è una novità e questo ci sta facendo pagare, sia singolarmente che come comunità, un grosso costo  in termini di competitività.
Dalla cosa più piccola, alla più grande, per noi il nuovo è un tabù. No a nuove strade, no a nuove ferrovie, no a nuovi monumenti, no a nuove avventure economiche, perchè tutte queste cose vanno a destabilizzare il ns status quo.
Le idee più visionarie vengono cassate immediatamente da politici e amministratori di pubblico e privato, perchè spesso questi amministratori non conoscono altra realtà che il loro orticello, con la loro poltroncina, sia essa di amministratore di cosa pubblica che di direttore di azienda privata o, ancor peggio di banche.
Ma basterebbe che questi soloni si facessero due passi fuori dal loro orticello, magari senza usare auto blu o voli di stato, ma vivendo insieme alla gente, condividendo con loro i problemi di tutti i giorni, vedendo e visitando altre realtà, non negli alberghi di lusso nei quartieri di lusso, ma per la strada. Ci si accorgerebbe che i bisogni della gente non sono quelli che loro credono , e quando dico loro, intendo sia chi ci governa, che chi sta alle opposizioni tutte, ma sono cose ben più semplici, e che ci sono veri e propri genii che ogni giorno "inventano" una soluzione per provare a risolvere questi problemi. Questi sono i visionari, i veri innovatori.Coloro che dicono "fino ad oggi ho fatto così, ma le cose non sono andate bene, e quindi è ora di cambiare". Nulla invece cambia nelle amministrazioni di pubblico e privato, o meglio, ci si accorge dei cambiamenti con anni di ritardo, quando ormai non si può più governare il cambiamento, ma si è governati da esso che ci prende in contropiede quando ormai anche questo cambiamento non è più l'ultimo, perche nei 5 anni tanti altri ne sono capitati.
Ricordo quando, tornai circa 10-11 anni fa da un viaggio di lavoro, e dissi al titolare di una azienda che rappresentavo, che le aziende cinesi si erano fatte molto aggressive in termini di prodotto e di prezzo. Lui mi rispose che questa era una delle solite scuse di noi agenti che le cerchiamo quando vendiamo poco. Forse è pure vero che cerchiamo scuse, ma quella era una disamina circostanziata, e presa allora sotto gamba. Sono ormai 5-6 anni che le vendite di questi prodotti cinesi in questo particolare mercato molto vicino alla Cina,stanno aumentando del 100% annuo, mentre noi, poveracci in 10 anni abbiamo perso l'80% in termini di quantità ed il 90% in termini di penetrazione del mercato.
Vorrei più sognatori e meno tecnici del 2+2 = 4.
nppo

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